Pit Jacket Rust and Glory

Qualche MotoGP fa camminavo nei paddock: c’erano tecnici, meccanici, piloti e giornalisti, tutti impegnati a fare qualcosa di importante mentre io continuavo a chiedermi se non ci fosse un piccolo equivoco di fondo. Non spingevo un carrello pieno di caschi e tute, non indossavo una polo piena di sponsor ma portavo una giacca da lavoro blu con un grande ricamo sul dorso.

Scopri la Pit Jacket Rust and Glory

Le giacche da lavoro francesi ci affascinano da sempre perché rappresentano l’esatto contrario della moda: non sono nate per essere desiderabili e nessuno avrebbe immaginato che un giorno sarebbero finite sulle spalle di fotografi, artisti, architetti o designer. È proprio questa loro assoluta mancanza di vanità a averle rese così belle.

Nel tempo sono uscite dalle fabbriche e dai cantieri e sono entrate negli atelier degli scultori, negli studi dei pittori, nei laboratori dei ceramisti, nelle camere oscure dei fotografi e nelle officine di chi continua ancora oggi a costruire qualcosa con le proprie mani. Le si ritrova sulle spalle di Alexander Calder mentre assembla le sue sculture, di Pablo Picasso nell’atelier di Vallauris, di Richard Serra fra gigantesche lastre d’acciaio e, naturalmente, di Bill Cunningham, che per decenni ha attraversato New York in bicicletta con una macchina fotografica al collo.

Quando abbiamo deciso di realizzare la nostra interpretazione di questa icona, abbiamo scelto di conservarne la vestibilità, la praticità, il colore, limitandoci ad aggiungere ciò che, secondo noi, avrebbe potuto renderla immediatamente riconoscibile come un oggetto Rust and Glory.

Il protagonista è naturalmente il grande ricamo sul dorso, realizzato da un ricamificio italiano con una qualità che sorprende chi vede la giacca dal vivo. Le fotografie restituiscono le forme e il disegno ma faticano a raccontare la profondità del filo, la tonalità di azzurro, il contrasto con il giallo caldo del pittogramma.

Ci piacerebbe che chi la acquista la indossasse per molti anni, senza alcuna preoccupazione di mantenerla immacolata. Anzi, se c’è un capo che migliora col tempo è proprio questo. Una macchia, un piccolo rattoppo, il tessuto che lentamente perde rigidità, le pieghe che iniziano a raccontare il modo in cui la si indossa: tutto contribuisce a renderla più personale e più autentica.

Potrebbe perfino conservarsi addosso qualche piccola imperfezione di produzione, magari un filo da rifinire su una cucitura. O potrebbero esserci lievi differenze nei dettagli, dovute ai lotti che riusciamo a approvvigionarci. Non ci interessa inseguire la perfezione perché la Pit Jacket appartiene alla categoria di oggetti che si possono usare, riparare, rattoppare e continuare a indossare per anni. È un po’ come una vecchia Land Rover: nessuno la compra perché è perfetta, ma perché sa che, con un po’ di cura, continuerà a fare il proprio lavoro quando tante altre avranno già smesso da tempo.

 

La Pit Jacket è disponibile sullo store Rust and Glory nelle taglie dalla 44 alla 54. La vestibilità è regolare e sulla pagina del sito trovi una tabella con la guida alle taglie.

Scopri la Pit Jacket Rust and Glory

Si chiama Pit Jacket, con una sola “t”, perché il suo nome nasce dall’episodio dei paddock e da una battutaccia sul suo potere quasi magico di farti entrare ovunque. Naturalmente, non possiamo garantirvi una passeggiata sulla pit lane ma un impegno ce lo prendiamo:

quello di consegnarvi una robusta giacca da lavoro, realizzata per accompagnarvi molti anni, pronta a invecchiare insieme a voi e, se necessario, a essere riparata all’infinito.

Le giacche cominceranno a essere spedite nella seconda metà di settembre.

Team Rust and Glory

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